Mercoledì 26 Febbraio 2025, la Commissione europea ha pubblicato il suo primo pacchetto “Omnibus” di proposte volte a semplificare e razionalizzare gli obblighi di rendicontazione, mantenendo nel contempo la trasparenza e la conformità coerenti con il Green Deal europeo.
Le proposte comprendono modifiche dell'ambito di applicazione e dei tempi di adozione della CSRD, della tassonomia dell'UE e della CSDDD e, quindi, alcune Società/Gruppi fino a ieri interessati da tali normative, con la modifica dell’ambito di applicazione non sarebbero più obbligate al rispetto di tali obblighi.
Le principali proposte pubblicate dalla Commissione europea sono di seguito riepilogate.
CSRD
La soglia per l'ambito di applicazione della CSRD passerebbe alle grandi imprese con più di 1.000 dipendenti rispetto al limite di 250 come attualmente previsto. Inoltre, Le piccole e medie imprese non soggette all'obbligo di rendicontazione potrebbero decidere un reporting volontario utilizzando norme semplificate che saranno pubblicate dalla Commissione europea, sulla base degli standard per piccole e medie imprese sviluppati dall'EFRAG.
L’introduzione graduale degli obblighi di comunicazione della CSRD attualmente vigente è la seguente:
La proposta è quella di posticipare di due anni gli obblighi di rendicontazione per le imprese delle fasi 2 e 3. Tale approccio è stato adottato per evitare che le imprese debbano rendicontare secondo l’ambito di applicazione con i requisiti vigenti e poi vengano escluse a causa delle successive modifiche delle soglie, avendo già sostenuto costi per la predisposizione di un rendiconto di sostenibilità.
La Commissione europea rivedrà anche gli ESRS previsti dal Regolamento 2023/2772 per semplificare le modalità di rendicontazione; è previsto che sarà ridotto il numero di datapoints, chiarirà i requisiti considerati poco chiari e fornirà orientamenti più chiari sull'applicazione del principio di rilevanza. Sarà inoltre migliorata l'interoperabilità con gli altri standard.
La proposta tende anche a ridurre il rischio per le imprese più piccole nelle catene di approvvigionamento di dover fornire informazioni eccessive alle aziende clienti o a banche che rientrano nell’applicazione della CSRD mediante la previsione di un tetto massimo per la catena del valore. In tale contesto l'ESRS non può contenere obblighi di rendicontazione che impongano alle imprese clienti di richiedere alle PMI più informazioni sulla catena del valore rispetto a quelle che devono essere comunicate conformemente allo standard per le PMI quotate (LSME). Su richiesta della Commissione europea, l'EFRAG ha presentato uno standard volontario per le PMI (VSME), per l'uso volontario da parte delle PMI che non rientrano nell'ambito di applicazione della CSRD. In base alle proposte, lo standard VSME fungerà da limite, sostituendo lo standard LSME, e tutelerà anche le imprese con meno di 1.000 dipendenti da richieste eccessive di informazioni sulla sostenibilità.
È prevista, inoltre, l’eliminazione del potere conferito alla Commissione europea di adottare ulteriori norme settoriali, con la conseguente soppressione della pubblicazione dei previsti ESRS settoriali.
La proposta prevede, infine, l’eliminazione per la Commissione Europea di prevedere il passaggio per il revisore di esprimere le proprie conclusioni sulla base di un requisito di garanzia da “limitata” a “ragionevole. Pertanto, le aziende restano vincolate alla limited assurance, un regime che richiede la verifica della correttezza formale dei dati senza analisi approfondite sui processi sottostanti.
Tassonomia
In merito agli aspetti tassonomici, è stato proposta la possibilità per le grandi imprese e per le imprese holding di grandi gruppi con un fatturato netto inferiore a 450 milioni di EUR di rinunciare alla rendicontazione sulla tassonomia. Le società che hanno scelto di effettuare la rendicontazione in conformità alla tassonomia dell'UE sarebbero tenute a comunicare solamente gli indicatori relativi al fatturato e alle spese in conto capitale e potrebbero (ma non sarebbero tenute) a rendicontare quelli relativi alle spese operative.
Inoltre, tali entità sarebbero anche autorizzate a segnalare solo alcune delle informazioni specificate dalla tassonomia.
Ovviamente, Le proposte legislative saranno ora presentate al Parlamento Europeo e al Consiglio per la loro considerazione e adozione ed i cambiamenti sulle norme CSRD entreranno in vigore una volta che i co-legislatori avranno raggiunto un accordo sulle proposte.